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Un mattino d’autunno alla scuola Dante Alighieri di Roccapiemonte.


Ho incontrato la professoressa Maria Giovanna Pagano a Siano, nel maggio del 2009, quando ho presentato “ Il favolificio ” in occasione di Fantasilandia. Immediatamente ho compreso che era, ed è , una docente molto impegnata nel suo lavoro.

Ho scritto l’incipit di una favola per i suoi alunni. Nel commiato la professoressa Pagano mi ha assicurato una presentazione del mio libro: L’arcobaleno delle favole presso la scuola dove insegna che è la Dante Alighieri di Roccapiemonte. Sinceramente ho pensato che era la solita promessa senza un vero seguito. In passato moltissime insegnanti e dirigenti scolastici, che ho incontrato in varie occasioni, mi hanno garantito, con esagerata e falsa enfasi nei miei confronti, una presentazione di un mio libro nelle loro scuole (non è una mia necessità vitale in quanto svolgo a pieno ritmo l’attività di bancario).

Qualche mese fa la professoressa Pagano mi ha telefonato ed abbiamo iniziato a parlare di questa possibile presentazione del mio libro presso la scuola Dante Alighieri di Roccapiemonte. Questa cittadina è rimasta nel mio cuore per unico motivo: in occasione della nascita di mia figlia Elena ero impiegato presso Banca Carime a Roccapiemonte ed ho avuto delle vere e profonde esternazioni di affetto, da parte dei clienti, all’indomani della venuta al mondo di mia figlia. Sono state sufficienti alcune telefonate, ma un grande lavoro di organizzazione da parte della professoressa Pagano e dei suoi alunni, per pianificare il tutto.

La mattina del 23 ottobre dell’anno 2009, sembra novembre per il suo tempo bigio, piovoso e malinconico, sono davanti al cancello della scuola che è nei pressi di Villa Ravaschieri, una dimora nobiliare cinquecentesca.

Sull’uscio intravedo Maria Giovanna, ops: la professoressa Pagano.

Immediatamente mi presenta la dirigente, la dottoressa Nappi. Un’improvvisa sensazione di benessere mi assale: eppure ho fatto molte presentazioni presso le scuole ma, in questo luogo di studio, percepisco un qualcosa di magico. Siamo nel teatro della scuola: grande ed ospitale.

Sul proscenio c’è una scena di una rappresentazione teatrale da lì a venire. Dopo i saluti di Maria Giovanna, 2 volte ops: la professoressa Pagano, e del dirigente scolastico gli alunni leggono delle storie brevi sul silenzio, delle filastrocche che sposano, in modo divertente, anche i loro cognomi.

La sensazione di benessere aumenta. Non riesco a comprendere il motivo. Una certezza: mi sento a casa anche se sono trascorsi tredici anni dalla nascita di un piccolo angelo dalla chioma corvina. Maria Giovanna, terzo e forse ultimo ops: la professoressa Pagano, accompagna questa piacevole raffigurazione di parole con delle slide show ed una musica dolcissima. Al termine una mia breve biografia appare sul muro bianco e qualche terribile mia fotografia ( non sono fotogenico e neanche bello di persona ). Incomincio a parlare non sul palco ma alla base dello stesso.

La sensazione di benessere si mescola con un’insolita emozione che frammenta i miei pensieri ma riesco a resistere. Dopo aver letto la favola Il natale dell’anno.., che ha prodotto un fragoroso e sincero applauso, rispondo alle domande degli alunni che ho reputato estremamente intelligenti. Di sicuro, ed ho individuato il soggetto, uno/a di loro diventerà un’affermato scrittore/trice. Maria Giovanna, allora c’è un quarto ops ma questi ops quando finiscono?, la professoressa Pagano mi chiede i progetti per il futuro. Mentre rispondo lentamente intravedo una ragazza che si avvicina con un mazzo di fiori. Senza parlare mi dona questo fascio meraviglioso dei figli della natura. La sensazione di benessere ormai ha avvinghiato la profonda emozione che germoglia in una visione che rasenta la follia: dei volti umani di rara bellezza di bambini e di giovani.

Ho capito, finalmente ho compreso, a chi appartengono quei volti e cosa significa la sensazione di benessere e la forte emozione: la luce divina dei cherubini ha filtrato il cielo e ha toccato la mia piccola vita di piccolo scrivano di favole. E tutto questo è accaduto a Roccapiemonte alla scuola Dante Alighieri… un mattino d’autunno.



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