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Liberatemi dalla mia libertà ed adolescenza.



C’era una volta
( in questo momento state pensando: sarà un pazzo che ci tratta come bambini con c’era una volta).
Allora possiamo usare c’era una volta, due volte, tre volte e quante ne desiderate.
Ancora possiamo iniziare con: un giorno d’autunno… Una spontanea riflessione: l’autunno è una stagione triste.
Però non siamo in grado di scegliere l’estate perché questa piccola novella è ambientata nel periodo scolastico.
Iniziamo davvero. Il primo giorno di scuola: anche questo ci regala della malinconia in quanto la nostra mente ritorna a quel fatidico giorno.

Decisione finale: il terzo giorno di scuola la borsa di un’alunna fu poggiata sul pavimento dell’aula. La borsa, di colore nero con una frase dorata, incominciò immediatamente a parlare con le altre sue colleghe.
“ Finalmente un po’ di libertà: ero stanca di restare in quella piccola e polverosa cartolibreria. ”
“ Hai perfettamente ragione ”, replicò un’altra borsa color del mare.
“ A quale libertà vi riferite? ”, s’intromise un iPod nano che era sul banco vicino.
“ Che cosa vuoi capire! Tu che sei così piccolo! ”, sentenziò un’altra borsa di color rosso e che era alquanto vanitosa.
“ Al massimo, se trovi altri sei come te, potresti essere il protagonista di una nuova favola: Biancaneve ed i sette iPod nani.”
In soccorso del piccolo lettore musicale arrivò un cellulare touch screen.
“ Siete delle maleducate e null’altro. Ha ragione il mio amico iPod nano: Qual è la libertà che blaterava la borsa di colore nero con una frase dorata? ”
Quest’ultima gonfiò i suoi polmoni d’aria e rispose: “ Libertà è non restare sempre nello stesso posto. Nel mio caso è la cartolibreria. Maledetta cartolibreria! Libertà è vedere degli altri oggetti e dei luoghi diversi. ”

Le altre due borse applaudirono a quelle parole.
“ Si può essere liberi anche in altri modi ”, bisbigliò l’auricolare del cellulare touch screen.
“ Che cosa hai detto? Non riesco a comprendere ”, domandò la borsa rossa avvicinando il suo orecchio all’auricolare.
Quest’ultimo guardò intensamente il cellulare che l’accarezzò leggermente: “ Parla. Non essere timido. ”
Un lieve sorriso dipinse il volto dell’auricolare.
“ La libertà è un qualcosa di diverso…”
“ E’ giusto! E’ giusto! ”, urlò un notebook che era stato sistemato dalla prof sulla cattedra e che rappresentava un ausilio della sua lezione.
“ La libertà è una parola troppo grande per tutti noi.
E’ difficile illustrarla. ”
L’auricolare ringraziò il notebook e disse: “ Insieme cercheremo di chiarire il termine libertà. ”
Il notebook annuì ed iniziò a parlare: “ La libertà è il contrario di dittatura. Però non bisogna confondere le regole, da rispettare in qualsiasi società civile, con la mancanza di libertà.
Il filosofo Montesquieu dichiarò che: La libertà è il diritto di fare tutto quello che le leggi permettono.
Ancora essere liberi non determina lo spostamento fisico da un luogo all’altro. ”
L’auricolare fermò le parole del notebook.
“ Si può essere liberi anche restando seduti sulla stessa poltrona e nella medesima casa per anni. ”
“ In che senso? ”, domandò la borsa color del mare.

L’auricolare diede subito una risposta:
“ Ad esempio leggendo un libro ed immergendosi totalmente in esso. Ci sembrerà di fluttuare tra quelle pagine. Si proverà una sensazione di libertà conoscendo i luoghi in cui è ambientato il libro. ”
“ Fantastichi troppo! ”, sbraitò una borsa grigia che era restata, fino a quel momento, in silenzio.
“ Anche la fantasia è sinonimo di libertà ”, si affrettò a rilevare l’auricolare del cellulare touch screen.
“ Pensate che la grande poetessa americana Emily Dickinson si chiuse nella sua stanza quando aveva venticinque anni e non uscì mai.
Alla sua morte furono trovate 1775 poesie. Una moltitudine di versi scritti sempre nella stessa camera. ”
“ E’ terribile. E’ semplicemente terrificante ”, affermarono all’unisono le borse.
“ Comprendo le vostre sensazioni negative”, furono le sagge parole del notebook.
“ Libertà è sinonimo anche di libero arbitrio che il Signore ci ha donato. Ma il libero arbitrio deve avere, per forza maggiore, dei confini ben precisi. A volte pensate che i confini sono di filo spinato; altre volte i confini possono essere di cemento armato. Non è così in modo assoluto. I confini in cui è relegata la libertà sono invisibili. Spetta solo a noi capire il momento in cui la libertà può sfociare in un’eccessiva indipendenza che è la figlia naturale di sovranità. Non siamo sovrani di nessuno neanche di noi stessi. ”

Il notebook deglutì. La sua gola era arsa per le tantissime parole pronunciate. L’auricolare proseguì il suo discorso.
“ Capisco che la vostra età è come un fuoco sotto la cenere e basta un niente affinché il fuoco divampi. Ma il fuoco può andare oltre il camino ed incendiare l’intera casa della vostra vita con conseguenze spiacevoli.

L’auricolare del cellulare touch screen si fermò per un attimo.
Poi proseguì.
“Naturalmente si può essere felici anche in luoghi diversi ma con la persona giusta. Ho visto una borsa triste in un grande
e sfarzoso castello. Accanto a lei c’era un bellissimo borsone di una marca famosa. Al contrario ho notato la felicità negli occhi di un’altra borsa che viveva in una cantina accanto al più grande amore della sua vita: un normalissimo borsello di cuoio.

Per terminare:
quando affermiamo che la vita è nostra, solo nostra commettiamo l’errore di tracimazione: cioè la libertà straripa oltre gli argini del normale vivere sociale. Libertà e normativa sono le facce di una stessa medaglia. Ricordate che la libertà è come l’acqua: è il bene più prezioso che ci è stato donato. Per questa ragione è necessario razionarla affinché non finisca subito ”
Le borse si guardarono ammutolite.

Avevano capito, finalmente, la parola libertà.


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