Claudio Rinaldi Home Page
Home - Bibliografia - - Recensioni e segnalazioni - Presentazioni del: 2006 - 2007 - 2008 - 2009 - 2010 - 2011 - 2012 - 2014



C’ERA UNA VOLTA LA VIOLENZA...


C’era una volta una piccolissima nuvola che viveva in una famiglia numerosa in un cielo lontano.

Papà-nuvola, quando si ubriacava di pioggia acida, si avvicinava a lei e, la insultava gridando: “ Sei così piccina! Sei molto piccina! Nessuno ti vede in questo azzurro infinito. ”
A quelle parole la piccolissima nuvola iniziava a piangere.

Il suo papà si arrabbiava non poco e, con le sue grandi mani, incominciava a schiaffeggiarla. Poi la picchiava su ogni parte del suo corpicino. Alla fine la piccolissima nuvola era ricoperta di lividi. Mamma-nuvola, i fratellini-nuvole e le sorelline-nuvole restavano in silenzio dinnanzi alla grande violenza di Papà-nuvola.

Nessuno aveva il coraggio di denunciarlo al Gran Consiglio delle Nuvole. Un giorno di primavera la piccolissima nuvola, mentre veniva sospinta dal vento, vide un immenso roseto.
Notò un qualcosa di strano: i petali di alcune rose erano stati strappati. La piccolissima nuvola chiese alla sua mamma il motivo di tutto ciò.
“ Che posso dirti bambina mia ”, le rispose mamma-nuvola.
“ Non solo nel cielo c’è la violenza. Anche sulla Terra esiste questa piaga che, da secoli, flagella ogni cosa…”
La piccolissima nuvola interruppe la sua mamma.
“ Ma sono dei fiori meravigliosi. Non è giusto che qualcuno faccia del male a delle rose! Perché non si ribellano? ”
Mamma-nuvola deglutì e replicò: “ Non protestano nello stesso modo quando noi vediamo che papà-nuvola ti maltratta. E poi la giustizia non è di questo cielo come del pianeta sotto di noi. ”

La piccolissima nuvola respirò profondamente senza fare altre domande. Il roseto scomparve al suo sguardo mentre il vento aumentava la sua forza. La piccolissima nuvola arrivò alla foce di un grande fiume.
Ascoltò un bizzarro mormorio. Non riusciva a comprendere nemmeno una parola. La piccolissima nuvola sollecitò il vento affinché la portasse più vicina alla foce del fiume.

Finalmente il mormorio divenne un limpido parlare.
Le goccioline del fiume erano malmenate dalle goccioline del mare.
“ Non vi mescolerete con noi! Siete solo delle sciocche ed insignificanti gocce del fiume! ”
Quest’ultime arrossivano e cercavano di indietreggiare ma, la potenza del fiume le riportava alla foce.
“ Mamma! Mamma! ”, esclamò la piccolissima nuvola.
“ Cosa succede? Non riesco a capire il comportamento delle goccioline del mare. ”
Mamma-nuvola abbozzò un triste sorriso.
“ Chi è violento vincerà sempre sui deboli. ”
“ Ma le goccioline del mare come faranno a fermare il fiume? ”, replicò la piccolissima nuvola.
“ La violenza può fermare anche lo scorrere di un fiume.
La violenza è come un demone che non conosce altri luoghi se non l’inferno ”, rispose la sua mamma abbassando lo sguardo.
Il vento percepì l’infinita tristezza e decise di spirare verso delle altre direzioni. La piccolissima nuvola giunse nei pressi di una montagna. Numerosi e poderosi massi si staccavano e rotolavano verso una pianura. La piccolissima nuvola osservò che i massi, nella loro corsa, schiacciavano delle povere pietre nonostante potessero prendere una direzione diversa.

“ Perché quei macigni calpestano le indifese e minuscole pietre? ”, fu la domanda diretta della piccolissima nuvola alla sua mamma.
Costei serrò i suoi denti e rispose: “ Maledetta violenza. E’ sempre lei che è la padrona di ogni cosa.”
“ Anche le piccole pietre oppure l’erba della pianura possono ribellarsi a tutto ciò ”, sibilò la piccolissima nuvola.
La sua mamma baciò la sua testolina: “ Non è sempre semplice fare quello che dici.”
La piccolissima nuvola mise le mani in preghiera.
Una sua microscopica lacrima cadde su di un grosso e truce masso che stava rotolando verso la pianura.
All’improvviso il masso cambiò direzione e tutte le piccole pietre, che erano sul suo passaggio, furono salve.
Il vento aveva assistito a quella magica scena. Emise un lungo e potente soffio che raggiunse ogni angolo della Terra.
La piccolissima nuvola ritornò in grembo al vento e lasciò quel luogo. Papà-nuvola si avvicinò a lei che chiuse gli occhi mentre rabbrividì di paura.

“ Perché non mi guardi? ”, chiese il suo papà.
La piccolissima nuvola aprì gli occhi e vide che suo padre era completamente sobrio mentre l’accarezzava amorevolmente.
Un grande sorriso dipinse il visino della piccolissima nuvola.
Il pianeta che aveva di sotto era completamente cambiato: nessun petalo di una qualsiasi rosa era stato strappato;
le goccioline del mare giocavano felici con le goccioline del fiume; i massi delle montagne divennero i migliori amici delle piccole pietre e la violenza non c’era più...



Torna all'inizio paginaTorna all'inizio pagina

   © Copyright - www.claudiorinaldi.eu - Tutti i diritti riservati - Privacy - design: CLN Solution